È’ accaduto di parlare di poesia con naturalezza, raccontando semplicemente storie di vita, registrando impressioni e leggendo versi ad alta voce.
Quelli di Nadia Campana, di Pierluigi Cappello, di Mario Benedetti, per esempio.
Abbiamo svolazzato leggiadri sulle allitterazioni di Mariangela Gualtieri e sull’ironia sfrontata di un paio di poeti americani.
Io ho scelto di non interpretare nulla, perché, lo aveva sottoscritto il grande Pablo Neruda, “la poesia a spiegarla, diventa banale. Meglio di ogni spiegazione è l’esperienza diretta delle emozioni che può svelare la poesia ad un animo predisposto a comprenderla”.
Grazie a Sara Fleur che ci ha regalato una lettura teatrale sì ma col cuore, a voi che non potete fare a meno dei nostri appuntamenti e a chi, anche se non presente, so che ci sarebbe voluto essere ma in altre faccende era affaccendato ( Pino Caterpino, …)